martedì 14 ottobre 2014

"Svetitskhoveli" - "pilastro vivifico".

 Ricca, affascinante, carica di spiritualità è la cattedrale di Svetitskhoveli, chiusa tra mura solenni nel cuore della città di Mtsketa,l'antica capitale, oggi città-museo e patrimonio dell'Unesco.
L'attuale struttura fu costruita tra il 1010 ed il 1029 sulle rovine della chiesa risalente al IV secolo. A prendere l'iniziativa della ricostruzione fu il catholicos Melchisedec I, che affidò i lavori all'architetto Arsukidze. A quel tempo il sovrano della Georgia era Giorgio I. L'edificio fu realizzato a croce inscritta su pianta rettangolare allungata. Le facciate vennero riccamente decorate con arcate cieche ed elaborate cornici convesse poste ad ornamento delle finestre. La splendida Cattedrale durante vari secoli fu usata per le coronazioni ed esequie dei monarchi georgianila chiesa è stata per lungo tempo il principale edificio di culto del paese e rimane tuttora uno dei luoghi più venerati  per il popolo georgiano è considerata uno dei posti più sacri dato che qui è sepolta la tunica di Cristo.
La storia di evangelizzazione della Georgia comicia proprio da qui.
Santa Nino (Nina, Nonna/grec/, Cristina, Cristiana), la futura illuminatrice della Georgia, scelse il suo itinerario verso quel lontano paese perché, essendo cresciuta, prima, dai suoi genitori Zabulon, generale romano, e parente di San Giorgio, e Susanna, la sorella del Patriarca di Gerusalemme sentiva sempre i loro racconti sulla terra degli iberi di Caucaso dove nella città di Mtskheta fu sepolta la tunica di nostro Signore Gesù Cristo.

Dopo aver raggiunto Mtskheta, S. Nino si fermò nella famiglia di un rabbino ebreo Abiatar (Aviathar), con la figlia del quale di nome Sidonia (Sidina) divennero amiche. Sidonia raccontò a S.Nino la storia dei suoi antenati, la comunità ebrea insediata probabilmente nel I sec. AC presso l'antica capitale della Georgia Mtskheta (Mzcheta, Mts’khet’a) alla confluenza dei fiumi Aragvi e Kura (Koura, Mtkvari)Fu  Elioz a partire per Gerusalemme per sentire la verità sul Messiah il quale tutto il popolo ebreo aspettava dai tempi di Mosé,  credeva che colui che predicava in Giudea era il promesso Salvatore, ma Gesù fu catturato e veniva processato. Elioz doveva assistere al processo di Gesù, ma non fece ad arrivare in tempo ed vide ormai la Crocifissione di Cristo.
Matteo 27 - 35. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte.


Giovanni 19. 23. I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:

"Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così."
Secondo la storiografia georgiana e nei testi agiografici fu proprio Elioz a comprare la tunica di Gesù crocifisso dal soldato romano e la portò a casa nella città di Mtskheta, nella capitale della Georgia.
La sorella di Elioz, Sidonia, dopo aver abbracciato e stretto al petto la sacra tunica, morì estasiata. Non avendo potuto strappare la tunica dalle braccia di Sidonia, seppellirono la fanciulla insieme con la preziosa reliquia. Sulla sua tomba crebbe il cedro (il cipresso, secondo altri fonti) essudante il mirro con le capacità salubri.
S.Nina che da parte dei reali georgiani Mirian e Nana conquistò tutta la fiducia e devozione con la loro conversione al cristianesimo nel 326 e con la proclamazione dell'essa come religione di Stato nel 337, ordinò a tagliare l'albero cresciuto sulla tomba di Sidonia, di produrre sette pilastri alla base dei quali bisognava costruire una chiesa. Sei pilastri furono fissati in terra, ma il settimo usciva fuori e si pendeva in aria avvolto in una luce meravigliosa. S. Nino pregò davanti al pilastro divino ed esso si mise in terra da sé, mentre dopo quel giorno S. Nino smise di cercare la tunica del Signore. Sulla tomba di Sidonia con la Sacra Tunica, invece, il Re Mirian fu edificare la Cattedrale di nome "Svetitskhoveli" -
"pilastro vivifico".
               
Cattedrale Patriarcale di Svetitskhoveli - simboleggia la Chiesa Georgiana e nel corso dei secoli è stato rifugio di forza spirituale per la nazione in ogni circostanza, gioiosa o mesta.
Il significato dell'edificio materiale consiste nel fatto che esso ci parla di quella realtà superiore che è "l'edificio di Dio fatto di pietre vive" (cfr 1 Pt 2, 5)..... Le pietre e le icone sacre di questa Cattedrale Patriarcale ci parlano dei santi e dei martiri di questa terra che sono in compagnia di Maria, la Grande Madre di Dio, e di tutti i santi in Paradiso, uomini e donne!
 GIOVANNI PAOLO II (VIAGGIO APOSTOLICO A  IN GEORGIA 8 NOVEMBRE 1999)  








Le pareti della cattedrale sono decorate da affreschi, di cui però rimangono solo dei frammenti




                                       Affresco raffigurante Cristo e lo zodiaco

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