venerdì 3 aprile 2015

Pasqua e simboli correlati

ll triste periodo della Quaresima prepara nello spirito e nel corpo alla Pasqua e volevo qui parlare unpo' di celebrazioni pasquali in Georgia
Gogatishvil
...La Pasqua in Georgia, come in tutto il modo cristiano, è la festa per eccellenza: nel calendario ortodosso è l'unica ad essere qualificata "brstzkinvale"- "splendente". Infatti, mentre in occidente augurare Buona Pasqua significa sì pensare al mistero della morte e risurrezione del Signore, ma inconsapevolmente anche alle vacanze pasquali, in Georgia si va dritti al significato spirituale. Lo evidenzia il nome stesso dato alla festa - Ardgoma/Risurrezione - e l'augurio che ci si scambia - Christe arsdga!/Cristo è risorto! - con la risposta - Ceshmaritad arsdga!/È veramente risorto!La Pasqua si celebra nella "Grande Settimana" (la Settima-na Santa dell'occidente), detta anche "Settimana del digiuno pesante (rigoroso)" e "Settimana di Passione". Questa è aperta dalla domenica delle Palme, detta Bsoba perché al posto delle palme o dei rami d'olivo vengono usati ramoscelli di bosso. Essa è una delle suddette feste più grandi, tant'è vero che sul labbro di tutti fioriscono auguri e possono mangiare pesce. Ed è particolarmente sentita dalla gente: portandosi a casa il bosso benedetto vogliono significare l'ingresso di Gesù nel loro ambiente familiare, come lo fu in Gerusalemme.

Dei giorni successivi, tutti detti "grandi", alcuni hanno un nome particolare. Il lunedì è il "lunedì nero", perché Gesù, entrato in Gerusalemme, sta per andare incontro alla sua passione. Segue poi il "grande martedì", quello delle dispute con i Farisei e i dottori della legge.
Nel "grande mercoledì"si ricorda la donna che a Betania cosparse di profumi il capo di Gesù e il tradimento di Giuda.
E giungiamo così al "grande e santo giovedì", che ha come tema l'ultima Cena di Gesù con la lavanda dei piedi, la preghiera nel Getsemani e la cattura. I fedeli affluiscono in gran numero per ricevere la comunione. Nella cattedrale il vescovo compie il rito della lavanda dei piedi a dodici sacerdoti, quanti furono gli Apostoli. Nella cattedrale del Patriarca si compie la consacrazione del "mironi", l'olio santo impiegato nel sacramento dell' Unzione degli infermi: è di competenza del Patriarca, mentre in occidente spetta ai vescovi. Una volta consacrato, lo si impiega subito per ungere 7x7 volte l'interno del tempio. La sera di questa giornata diventa un anticipo del "grande e santo venerdì". Si leggono i dodici capitoli della Passione (Gv 8-19) mentre i preti in paramenti neri e i fedeli con le candele accese stanno, per così dire, ai piedi della croce di Cristo, sotto il grande crocifisso chiamato "Golgota" posto al centro della chiesa.
Nel venerdì vero e proprio, chiamato "tziteli paraschevi"- venerdì rosso, gli ortodossi non celebrano liturgia né, quindi, Eucarestia. Si commemora invece l'ora della morte del Signore, la deposizione dalla croce e la sepoltura. Il momento più toccante è il rito della sepoltura, chiamato anche "esposizione del sudario": in solenne processione i sacerdoti prelevano l'icona di stoffa con la scena della Deposizione, fino a quel momento distesa sull'altare oltre l'iconostasi, e la portano al centro della chiesa, davanti al "Golgota", e la depongono nel "Santo Sepolcro"; qui viene coperta di fiori e circondata da candele accese. Segue la venerazione del Cristo morto da parte dei fedeli. Particolarmente commovente è la "preghiera della Madre di Dio".
la notte di Pasqua Alle 23 iniziano le preghiere con la lettura degli Atti degli Apostoli. L'icona del Cristo morto, esposta al centro della chiesa sin dal Venerdì Santo, viene portata nel Sancta Sanctorum e vi resterà fino all'Ascensione.Nelle chiese durante la messa di mezzanotte il Pope , toglie simbolicamente il sudario dal sepolcro per poi uscire dalla chiesa con il corteo sacerdotale alla ricerca del corpo di Cristo. Al suo ritorno annuncia ai fedeli il miracolo della resurezzione con la tradizionale esclamazione:Qriste aRsdga!-"Cristo è risorto!", e i fedeli rispondono: "Veramente egli è risorto!"

il paese del vello d'oro
Il mistero del "Santo Sepolcro"-Un fenomeno già apparso ai primi cavalieri crociati che conquistarono Gerusalemme.Del fenomeno ne parlano già San Gregorio di Nissa, nel 350, San Giovanni di Damasco, nel 750, e lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea del IV secolo.
Il cronista della chiesa romano Baronius nel 1500 citava che: "I cristiani occidentali, avendo ripreso Gerusalemme ai Saraceni parla
no di aver visto un miracolo quando, il Sabato Santo, le candele si accesero spontaneamente vicino alla tomba del Signore. Sembra che questo miracolo si produca laggiù abitualmente”.considerato come un grande miracolo dagli ortodossi e ignorato dai cattolici.
Proprio questo edificio, che rappresenta la meta di migliaia di pellegrinaggi di fede cristiana, è al centro di un particolare e misterioso fenomeno conosciuto come il “Fuoco Sacro” di Gerusalemme.
Accade infatti che da secoli, in occasione della Pasqua ortodossa, nel corso della cerimonia religiosa del Sabato Santo, all’interno della cripta deputata ad essere la tomba del Cristo si manifesti una fantasmagorica pioggia di fuoco che scende dalle pareti fino al piccolo altare.

C’è da aggiungere che il fenomeno si mostra solamente quando nella cripta officia il Patriarca ortodosso o un Vescovo da lui delegato. Quando altri religiosi hanno provato a sostituire gli ortodossi, non sono mai riusciti ad ottenere alcun risultato.Un aneddoto raccolto tra le cronache dell’intensa storia della basilica del Santo Sepolcro riguarda un episodio accaduto nel 1549, quando gli Armeni, nel tentativo di sostituirsi agli ortodossi, nella conduzione della cerimonia del “Fuoco Sacro” corruppero il sultano Mourat per ottenere il permesso di recarsi nella Chiesa del Santo Sepolcro per presenziare la cerimonia. Estromesso il Patriarca ortodosso fuori dalla cripta, i loro dignitari presero il suo posto all’interno e iniziarono la cerimonia pasquale. In merito a questo episodio, l’arabo Huri Fosi scrisse nel 1910: "Invano gli Armeni invocavano Dio, il Fuoco non voleva discendere. All'improvviso s'udì un rimbombo del tuono e dalla colonna di marmo, presso la quale attendeva il Patriarca ortodosso, apparve il Fuoco". Colonna che ancora oggi si può vedere, squarciata, nei pressi della cripta della
tomba del Cristo.Tutto farebbe pensare che la dinamica del fenomeno del “Sacro Fuoco” sia un segreto ben custodito dal Patriarcato ortodosso attraverso i secoli.
Del resto, ancora oggi non si riesce a dare una spiegazione scientifica al fenomeno
il paese del vello doro

dunque si parli di Pasqua e simboli correlati...


NON C'E PASQUA SENZA LE UOVA!  

L’uovo ha da sempre esercitato sull’uomo un fascino trasversale a credenze religiose e culture. Un oggetto apparentemente inerte e dalla forma perfetta che misteriosamente genera la vita, non poteva non essere usato come simbolo dell’universo e della sua origine in diverse cosmogonie.

Il cristianesimo lo vede come il simbolo della pietra del sepolcro, inerte, dalla quale si genera vita con la resurrezione. Maria Maddalena è spesso rappresentata con un uovo col quale si narra si sia presentata al cospetto dell’imperatore Tiberio per comunicare la resurrezione del Cristo. L’imperatore ribattè che un evento del genere fosse probabile quanto l’arrossarsi dell’uovo nelle mani della Maddalena, e ciò accadde.
Dal potere misterioso dell’uovo deriva la nostra usanza di decorarlo per poi regalarlo per augurare prosperità e salute. Usanza già in voga presso le popolazioni persiane, cinesi e della Grecia antica....Anche in Arabia l'uovo di Pasqua rappresenta la resurrezione di Gesù. La tradizione delle uova di cioccolato è conseguente e recente, insieme a quella della caccia alle uova, tipica soprattutto nei paesi nordici.
Nella tradizione Georgiana ortodossa l'uovo, di gallina, cucinato sodo, da secoli viene colorato, tradizionalmente di rosso, simbolo della Passione, in genere durante il giovedì santo, giorno dell'Ultima Cena, e consumato a Pasqua e nei giorni successivi. Il giorno di Pasqua, si compie la benedizione pubblica delle uova, simbolo di resurrezione e della ciclicità della vita.Per la colorazionesi utilizzano prodotti vegetali, tra cui la buccia esterna delle cipolle di varietà rossa.Prima del consumo, in particolare nella tavolata di Pasqua, ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara con i commensali, scontrandone le estremità, fino ad eleggere l'uovo più resistente. Questo viene considerato di buon augurio.

 

il paese del vello d'oro
tutte le uova di Fabergè meritano l'ammirazione ,
 ma ora vi mostro il mio preferito: eccolo! uovo del Caucaso 



 CURIOSITÀ
  Le uova Fabergé furono una realizzazione di gioielleria ideata presso la corte dello zar di tutte le Russie ad opera di Peter Carl Fabergé, della omonima compagnia.

Fra il 1885 e il 1917 furono realizzate ben 57 di queste uova di Pasqua in oro, preziosi e materiali pregiati, ogni anno all'approssimarsi della festività.
Uovo del Caucaso è dedicato al soggiorno ad Abastumani ( georgiano : აბასთუმანი è una piccola città e resort climatico in provincia di Adigeni , Samtskhe-Javakheti , Georgia)nei monti del Caucaso, del granduca Georgij, (figlio di Alessandro III e fratello minore di Nicola II. )
L'uovo è fatto d'oro, argento, smalto rosso rubino, diamanti taglio rosetta e diamanti tagliati come una lastra sottile, platino, perle, cristallo di rocca e acquerello su avorio.I pannelli, incernierati su un lato, si aprono rivelando quattro dettagliate miniature , ognuna delle quali mostra una diversa vista di Abastumani.
                                               
                                                                                                                                                   
ilpaese del vello d'oro

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